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Come prepararsi a una valutazione ESG: i dati che le aziende devono raccogliere

Come prepararsi a una valutazione ESG: i dati che le aziende devono raccogliere
Affrontare una valutazione ESG significa essere in grado di fornire informazioni concrete sulle performance ambientali, sociali e di governance dell’impresa. Non è quindi sufficiente dichiarare il proprio impegno verso la sostenibilità: è necessario poter dimostrare, attraverso dati e documentazione, come l’azienda gestisce gli aspetti ESG più rilevanti. Per molte imprese, la difficoltà non consiste nell’assenza di informazioni, ma nella loro frammentazione. Consumi, dati sul personale, sicurezza, procedure interne e indicatori ambientali possono infatti essere raccolti da funzioni aziendali diverse e non essere ancora organizzati secondo una logica strutturata. Prepararsi per tempo permette quindi di affrontare una valutazione ESG con dati più completi, coerenti e facilmente verificabili. Se vuoi approfondire il tema del rating ESG e capire perché sta assumendo un ruolo sempre più rilevante per le imprese, puoi consultare anche il nostro articolo Rating ESG: cos’è e perché sta diventando fondamentale per le imprese.

Valutazione ESG: quali informazioni vengono analizzate

Una valutazione ESG prende in considerazione informazioni riconducibili a tre grandi aree: Environmental, Social e Governance. L’obiettivo non è semplicemente raccogliere il maggior numero possibile di dati, ma individuare quelli effettivamente rilevanti per comprendere le caratteristiche, le prestazioni e i rischi dell’impresa.

Environmental: i dati ambientali

Nella componente ambientale possono rientrare informazioni relative, ad esempio, a:
  • consumi energetici;
  • fonti di approvvigionamento dell’energia;
  • emissioni di gas a effetto serra;
  • consumi e gestione delle risorse idriche;
  • produzione e gestione dei rifiuti;
  • utilizzo delle materie prime;
  • materiali e processi produttivi;
  • iniziative di efficientamento energetico;
  • utilizzo di fonti rinnovabili.
Per un’azienda manifatturiera, ad esempio, i consumi energetici possono essere messi in relazione con i volumi produttivi, così da ottenere indicatori maggiormente significativi rispetto al semplice dato complessivo dei consumi.

Social: le informazioni sulle persone

La componente sociale riguarda principalmente il rapporto dell’impresa con i propri dipendenti e, più in generale, con le persone e gli stakeholder coinvolti nelle sue attività. Tra i parametri ESG che possono assumere rilevanza rientrano:
  • numero e composizione dei dipendenti;
  • formazione e sviluppo delle competenze;
  • salute e sicurezza sul lavoro;
  • infortuni;
  • turnover;
  • assenteismo;
  • politiche di welfare;
  • diversità e inclusione;
  • condizioni di lavoro;
  • gestione dei rapporti con i lavoratori e con la catena di fornitura.
La disponibilità di questi dati consente di passare da dichiarazioni generiche a una rappresentazione più concreta delle politiche sociali adottate dall’impresa.

Governance: organizzazione, controlli e gestione dei rischi

La governance riguarda il modo in cui l’azienda è organizzata, prende le proprie decisioni e gestisce rischi e responsabilità. In questa area possono essere considerate informazioni relative a:
  • struttura e responsabilità aziendali;
  • procedure interne;
  • gestione dei rischi;
  • sistemi di controllo;
  • compliance normativa;
  • codici e policy aziendali;
  • gestione dei rapporti con fornitori e stakeholder;
  • sistemi di prevenzione e controllo;
  • eventuali certificazioni e sistemi di gestione adottati.
La valutazione non riguarda quindi soltanto ciò che l’azienda produce o consuma, ma anche come vengono gestiti internamente processi, responsabilità e rischi.

Parametri ESG: quali dati è utile monitorare

Uno degli aspetti più importanti nella preparazione a una valutazione ESG è trasformare le informazioni disponibili in indicatori che possano essere monitorati nel tempo. Non è sufficiente sapere, ad esempio, quanti kWh di energia sono stati consumati in un determinato periodo. Può essere utile mettere questo dato in relazione con la produzione, con la superficie degli stabilimenti o con altri elementi che consentano di interpretarne l’andamento. Lo stesso principio può essere applicato ai diversi parametri ESG. Un’azienda può quindi costruire un sistema di monitoraggio che includa, a titolo esemplificativo:
Area Esempi di dati e parametri
Environmental consumi energetici, emissioni, acqua, rifiuti, materie prime
Social dipendenti, formazione, sicurezza, infortuni, turnover
Governance procedure, controlli, gestione dei rischi, compliance
La scelta degli indicatori deve comunque essere coerente con le caratteristiche dell’impresa, con il settore di appartenenza e con gli aspetti ESG effettivamente rilevanti. Anche nell’ambito della rendicontazione di sostenibilità europea, infatti, il principio della rilevanza assume un ruolo centrale: gli ESRS prevedono che le informazioni comunicate riguardino gli impatti, i rischi e le opportunità di sostenibilità rilevanti per l’impresa.

Report ESG e bilancio ESG: perché i dati devono essere organizzati

La raccolta dei dati è solo il primo passaggio. Per essere realmente utilizzabili, le informazioni devono essere organizzate, coerenti e documentabili. Un report ESG può rappresentare uno strumento per raccogliere e presentare in maniera strutturata le informazioni relative alle performance ambientali, sociali e di governance dell’impresa. Il termine bilancio ESG viene invece utilizzato in ambito aziendale per indicare una rendicontazione strutturata delle informazioni di sostenibilità. È però importante non confonderlo automaticamente con una specifica forma di rendicontazione obbligatoria: gli obblighi dipendono dal perimetro normativo applicabile alla singola impresa. Per una realtà che deve affrontare una valutazione ESG, il valore di un report o di una rendicontazione strutturata consiste soprattutto nella possibilità di avere una base informativa ordinata, coerente e aggiornata. I dati ESG dovrebbero inoltre essere accompagnati, quando necessario, dalla documentazione che ne permette la verifica. La qualità del dato non dipende infatti soltanto dal suo valore numerico, ma anche dalla possibilità di comprenderne origine, metodologia e periodo di riferimento.

Come preparare i dati prima di una valutazione ESG

Prima di affrontare una valutazione ESG, l’impresa può procedere attraverso un percorso strutturato.

1. Individuare i dati già disponibili

Il primo passaggio consiste nel capire quali informazioni vengono già raccolte dall’azienda. I dati possono essere presenti nei sistemi amministrativi, nei software gestionali, nei documenti relativi alla sicurezza, nei sistemi di gestione ambientale, nell’ufficio risorse umane o nei dati di produzione.

2. Individuare le informazioni mancanti

Una volta mappate le informazioni disponibili, è possibile individuare eventuali lacune. Ad esempio, l’azienda potrebbe conoscere i consumi energetici complessivi ma non monitorare gli indicatori necessari per confrontare l’efficienza dei diversi periodi o stabilimenti.

3. Definire responsabilità e modalità di raccolta

È importante stabilire chi raccoglie ciascun dato, con quale frequenza e attraverso quale fonte. Questo evita che la raccolta delle informazioni ESG dipenda esclusivamente da attività occasionali effettuate quando l’azienda deve preparare un documento o affrontare una valutazione.

4. Verificare qualità e tracciabilità

I dati dovrebbero essere verificabili e, dove necessario, supportati dalla relativa documentazione. Questo aspetto assume particolare importanza nei sistemi di rendicontazione strutturati: gli standard europei richiedono infatti attenzione alla completezza e all’integrità dei dati, alla qualità delle informazioni e ai controlli interni sul processo di rendicontazione.

5. Monitorare gli indicatori nel tempo

Una fotografia riferita a un singolo periodo può essere utile, ma il monitoraggio continuativo permette di comprendere l’evoluzione delle performance. Confrontare i dati tra periodi diversi consente di individuare miglioramenti, peggioramenti e aree sulle quali intervenire.

Gli errori da evitare nella raccolta dei dati ESG

La preparazione a una valutazione ESG può diventare più complessa quando i dati vengono raccolti senza un metodo. Tra gli errori più frequenti rientrano:
  • raccogliere dati soltanto quando vengono richiesti;
  • utilizzare informazioni provenienti da fonti diverse senza verificarne la coerenza;
  • non definire un responsabile per la raccolta;
  • non conservare la documentazione a supporto;
  • monitorare esclusivamente valori assoluti senza indicatori di confronto;
  • raccogliere un numero elevato di dati senza stabilire quali siano realmente rilevanti;
  • non mantenere una serie storica che permetta di valutare l’evoluzione delle performance.
L’obiettivo non dovrebbe quindi essere raccogliere più dati possibile, ma costruire un sistema che permetta all’impresa di disporre delle informazioni necessarie, con una metodologia chiara e ripetibile.

Come può supportarti E3 Group

E3 Group affianca le imprese nella preparazione e nella gestione dei percorsi legati alla valutazione ESG, partendo dall’analisi delle informazioni già disponibili e dall’individuazione delle principali aree di miglioramento. Il supporto può comprendere la mappatura dei dati ESG, l’individuazione dei parametri rilevanti, l’analisi delle informazioni mancanti e l’organizzazione della documentazione necessaria a supportare i dati raccolti. L’obiettivo è aiutare l’impresa a trasformare informazioni provenienti da funzioni e sistemi diversi in un quadro strutturato, leggibile e utile per affrontare una valutazione ESG. Una preparazione adeguata permette infatti non solo di arrivare più pronti alla valutazione, ma anche di utilizzare i dati ESG come strumento di analisi e miglioramento delle performance aziendali.

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