i4.0 nel 2020

La legge di bilancio 2020 ha introdotto per i beni “Industria 4.0” la misura del credito di imposta in sostituzione all’Iperammortamento delle precedenti analoghe leggi introducendo diverse novità. In primo luogo, non è più necessaria una perizia giurata o asseverata ma è sufficiente una perizia tecnica semplice. Inoltre, per le fatture ed altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati è necessario specificare l’espresso riferimento alle disposizioni previste dalla legge di bilancio 2020 (art. 1, commi da 185 a 190).

Il credito si applica agli investimenti effettuati a decorrere dal 1 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro giugno 2021 a condizione che entro la fine del 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

La misura del credito di imposta si rivolge a tutte le imprese residenti nel territorio nazionale, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale. Sono inoltre escluse le imprese di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
A differenza del precedente iperammortamento, il credito di imposta permette anche ad imprese in perdita o con imponibili bassi di usufruire dell’agevolazione.

Vantaggi

Il credito di imposta è modulato in maniera differenziata a seconda della tipologia di investimento.

Per i beni “non altamente tecnologici” è riconosciuto un credito di imposta:

  • Del 6% del costo per investimenti fino a 2 milioni di euro

Per i beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232) è riconosciuto un credito d’imposta:

  • del 40% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • del 20% del costo per investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino ad un massimo di 10 milioni di euro.

Per i beni strumentali immateriali (allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205) è riconosciuto un credito di imposta:

    • del 15% per investimenti fino a 700.000 euro.

Credito d’imposta per ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica

La legge di bilancio 2020 sull’Industria 4.0 amplia l’ambito delle attività ammissibili, consentendo di agevolare, oltre alle attività di R&S, anche le attività di innovazione tecnologica, design ed ideazione estetica.

Anche in questo caso, il credito d’imposta è modulato in base alla tipologia dell’investimento.

Per attività di ricerca e sviluppo è riconosciuto un credito di imposta:

  • del 12% della base di calcolo fino ad un massimo di 3 milioni di euro.

Per attività di innovazione tecnologica è riconosciuto un credito di imposta:

  • del 6% del costo fino a un massimo di 1,5 milioni di euro (che diventa 10% nel caso in cui l’investimento sia finalizzato alla transizione ecologica o innovazione digitale 4.0).

Per attività di design e ideazione estetica è riconosciuto un credito di imposta:

  • del 6% della base di calcolo fino ad un massimo di 1,5 milioni di euro.

Modalità di utilizzo del credito di imposta

Il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24.

Nel caso dei beni materiali, è usufruibile a decorrere dall’anno successivo a quello in cui avviene l’interconnessione dei beni agevolati: per esempio, se i beni entrano in funzione e vengono interconnessi nel 2020 il credito d’imposta sarà utilizzabile a decorrere dal 2021. Qualora l’interconnessione avvenga l’anno successivo a quello di entrata in funzione del bene, è possibile iniziare a usufruire del credito di imposta per gli investimenti in beni “generici” pari al 6% come illustrato nel seguente esempio.

ESEMPIO: si consideri un bene acquistato nel 2020, al costo di 100.000€ che entra in funzione nel 2020 e viene interconnesso nel 2021.

Nel 2021 è possibile fruire del credito di imposta del 6%:

6% * 100.000€ = 6.000€ la cui quota annuale è 6.000€ / 5 = 1.200€

Dal 2022 è possibile utilizzare il credito di imposta del 40%, al netto di quanto già goduto:

40% * 100.000€ = 40.000€

40.000€ – 1.200€ = 38.800 € (7.760€ annuali)

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